Il bacino del fiume Adige, di superficie pari a circa 12.100 km2, è caratterizzato da una piccola porzione di sottobacino che si trova al di fuori del territorio nazionale. In particolare il Rio Ram, che confluisce nel Fiume Adige in Alta Val Venosta, percorre la Val Monastero, in territorio svizzero (bacino sotteso circa 130 km²).
Inoltre due piccole porzioni di territorio in provincia di Belluno (Rio Popena e Torrente Gadera) contribuiscono al bacino del fiume Adige.
 
L'Adige fino a Bolzano attraversa la Val Venosta e drena un bacino imbrifero di circa 2700 km². 
Soprattutto nella media e bassa Venosta e nella Val d'Adige si notano estese colture di frutta, nell'alta Venosta sono presenti colture di verdura o malghe.
La lunghezza dell'Adige fino a Bolzano è di circa 100 km con una pendenza media nel tratto Merano-Bolzano pari a 1,5 per cento. Prima di entrare in provincia di Trento l’Adige si sviluppa per ulteriori 30 km attraversando pregevoli terreni a vocazione agricola e transita al margine di Bolzano a quota circa di 235 m. s.l.m. dove raccoglie le impetuose acque dell’Isarco.. Il maggiore rilievo è l'Ortles che si trova a 3905 m di altitudine Dal punto di vista geologico l'Adige attraversa in Val Venosta le rocce metamorfiche dell' Austroalpino, tra Merano ed Ora le vulcaniti del gruppo vulcanico atesino ed a sud di questi le rocce carbonatiche delle dolomiti. Il fondovalle spesso è coperto da depositi alluvionali
 
Il bacino imbrifero della Rienza ha oltre 2140 km² di estensione e drena tutta la Val Pusteria ed è quindi l'affluente più importante dell‘Isarco. Il massimo rilievo del suo bacino imbrifero si trova a 3498 m (Picco dei tre signori). Gli affluenti principali della Rienza sono il Rio di Braies, il Rio Casies, il Rio Anterselva, l' Aurino, il Gadera, il Rio di Fundres ed il Rio Luson.
La Rienza nasce ai piedi delle tre Cime di Lavaredo ad una quota di circa 2200 m e sfocia nell'Isarco dopo circa 80 km presso Bressanone ad un' altitudine di 565 m.
Nel suo tratto superiore la Rienza passa la Valle di Landro, nella quale dominano dolomie ed all'uscita della valle attraversa sedimenti della formazione a Bellerophon e delle Arenarie di Val Gardena. Nel tratto intermedio la Rienza attraversa principalmente ghiaie alluvionali quaternarie, invece nel tratto inferiore soprattutto filladi quarzifere. Dopo la chiusa di Rio di Pusteria la Rienza scorre in una gola di granito di Bressanone.
 
Il bacino imbrifero dell’Isarco si estende su un'area di circa 4200 km² (compreso il bacino della Rienza) l'Isarco stesso ha una lunghezza di 95,5 km. Il fiume nasce nelle vicinanze del Brennero ad un'altitudine di ca. 2000 m e sfocia nell‘Adige a valle di Bolzano ad un' altitudine di 235 m. Il massimo rilievo del suo bacino imbrifero è il Gran Pilastro con un altitudine di 3509 m. Gli affluenti più importanti dell'Isarco sono il Rio Fleres, il Rio di Vizze, il Rio Ridanna, la Rienza, il Rio di Funes, il Rio Gardena, il Rio Tires ed il Torrente Ega. Il territorio circostante l'Isarco superiore viene utilizzato per l'agricoltura, la parte inferiore del corso d'acqua scorre invece in una valle stretta, che viene occupata in gran parte da strada statale, autostrada e ferrovia.
 
Il bacino del torrente Avisio si estende per quasi 940 km². L’asta principale del torrente Avisio si sviluppa da nordest (appena sotto il bacino artificiale della Fedaia) a sud-ovest (dove confluisce nell’Adige a valle dell’abitato di Lavis) per una lunghezza complessiva di oltre 90 km con una pendenza media pari al 2 %. Il bacino si sviluppa da un massimo di 3.331 m ad un minimo di 195 m. Dal punto di vista morfologico esso è suddivisibile in due distinte zone: a monte di Predazzo, dove la valle è caratterizzata da quote più elevate (maggiori di 1.000 m) e gli affluenti confluiscono nell’Avisio in gole scavate nei gradini glaciali e a valle di Predazzo, dove la vallata si presenta più larga e con quote meno elevate.
 
Il bacino del torrente Fersina si estende per circa 170 km². L’asta principale del Fersina si sviluppa da est (dal lago di Erdemolo) a ovest (dove sfocia nell’Adige all’altezza di Trento) per una lunghezza complessiva di quasi 30 km con una pendenza media pari a circa il 6 %. Il bacino si sviluppa da un massimo di 2.426 m ad un minimo di 188 m.
 
Il bacino del torrente Noce si estende per circa 1.360 km². L’asta principale del Noce si sviluppa da est (Val del Monte e Valle della Mare) a sud-est (dove confluisce nell’Adige a sud di Zambana) per una lunghezza complessiva di oltre 80 km con una pendenza media pari a circa 3 %.Il bacino si sviluppa da un massimo di 3.759 m ad un minimo di 199 m.
 
In provincia di Verona esiste un unico affluente degno di nota sulla destra idrografica che è il torrente Tasso che nasce dalle pendici meridionali del Monte Baldo e sfocia in destra Adige in località Ragano di Rivoli Veronese; complessivamente la superficie occupata dal bacino è di 70 km2 con uno sviluppo del reticolo idrografico di circa 20 km. Tutti gli altri affluenti veronesi sono in sinistra idrografica e si originano nell’area montana dei Lessini; hanno caratteristiche fisiche e idrologiche simili con regime delle portate irregolari in quanto scorrono, soprattutto nei tratti inferiori, su robusti materassi alluvionali, per cui le portate significative si hanno solo con eventi meteorici di forte intensità. Sono corsi d’acqua che hanno uno sviluppo planimetrico generalmente rettilineo e parallelo tra gli stessi e che, talvolta, confluiscono in unico collettore prima di gettarsi nell’Adige.
A partire da ovest, citando i corsi d’acqua principali, si trova il Progno (termine indicante in zona un torrente) di Fumane che si origina nella parte più occidentale dei Lessini, attraversa il centro abitato omonimo e confluisce nell’Adige circa all’altezza di Settimo.
Dopo il Progno di Negrar che confluisce poco prima di Verona si nota il torrente Valpantena che si origina nella parte più elevata dei Lessini e che dopo avere riunito tre rami principali scorre con direzione nord-sud fino a confluire nell’Adige verso la periferia orientale di Verona.
Più ad est si trova un complesso sistema idrografico dove, verso la confluenza nell’Adige, si ritrovano diversi corsi d’acqua con regime idrologico diverso. In particolare, dalla parte centrale dei Lessini scende il Vaio di Squaranto, tipicamente torrentizio e con portate molto irregolari, che, a valle di Montorio, si unisce con il fiume Fibbio che ha origine all’interno dell’abitato di Montorio in corrispondenza di varie polle di risorgiva con portate perenni variabili a seconda dell’andamento dell’acquifero sotterraneo; il bacino complessivo dei due collettori è di 365 km².
Immediatamente più a est scendono due corsi d’acqua importanti come l’Illasi, che è lungo circa 40 km, ha un bacino di 245 km² e che parte dalle zone più elevate dei Lessini, ed il Mezzane; entrambi sono a carattere torrentizio con portate molto irregolari e si uniscono nei pressi di Vago. Infine nel sistema Fibbio-Squaranto e Illasi-Mezzane confluiscono le acque del fiume Antanello, provenienti dalle colline veronesi; il collettore formatosi da questo complesso sistema idrografico, dopo aver superato lo scarico del canale Sava e l’inizio del canale LEB, entra nel fiume Adige nei pressi di Zevio.
L’ultimo complesso idrografico è a cavallo delle province di Verona e di Vicenza ed è costituito principalmente dall’Alpone e dal Chiampo. Il primo parte dal territorio veronese, ha una lunghezza di 38 km ed un bacino di 228 km², mentre il secondo percorre l’omonima valle vicentina, è lungo 43 km, e, prima di confluire nell’Alpone nei pressi di Monteforte, riceve le acque dell’Aldegà. A valle della confluenza del Chiampo, nei pressi di S. Bonifacio, nell’Alpone confluisce il Tramigna; a valle di quest’ultima confluenza l’Alpone percorre alcuni chilometri fino ad Albaredo dove confluisce nell’Adige.