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Da Bolzano a Rivoli Veronese Si continua verso sud per 7,5 km dove si attraversa un incrocio con la Provinciale 127, segnalato da strisce pedonali su asfalto colorato. Poco dopo, su una curva, si incontra un bicigrill. Continuando verso sud si transita nei pressi del centro sportivo di Laives con annessa piscina e si prosegue su pista in sede propria fino ad un nuovo bicigrill nei pressi di un incrocio a Salorno. Questo è un esercizio che sembra essersi riconvertito decisamente ad una offerta diretta prevalentemente al turismo in bicicletta: Bike Café è il nome del locale. Ancora 2,6 km e la pista ciclabile passa in provincia di Trento. Dal confine con la provincia di Bolzano, presso il comune di Salorno, la pista ciclabile scende sull’argine sinistro dell’Adige fin dentro la Piana Rotaliana.
Dopo 2,8 km, in località Cadino. In località Masetto, vicino alle cantine Endrizzi, la ciclabile attraversa il ponte sul fiume per portarsi in sinistra orografica, sempre sull'argine. Si percorre un tratto di pista sempre asfaltato, della larghezza non inferiore ai 2,5 metri fino all'incrocio con la Statale 43, nell'abitato di Grumo. Prima dell'intersezione con la statale, sulla destra, si incontra una bella area di sosta con fontana. Dopo poche centinaia di metri percorsi su un tratto interessato da traffico promiscuo con frontisti, si prosegue verso sud fino a Nave San Felice, dove ci si riporta in sinistra Adige. I primi 700 metri sono interessati da un modesto traffico dei residenti di alcune case sparse, dopodiché si prosegue su pista in sede propria. Superato il sottopasso autostradale la pista segue l'andamento del fiume nella Piana Rotaliana, ai piedi della parete della Paganella. Nei pressi di una idrovora, la pista interrompe improvvisamente il suo andamento rettilineo e, dopo una inversione , passa sotto l'autostrada e la ferrovia per entrare nel biotopo delle foci dell'Avisio. Siamo nei pressi di Lavis e la pista risale l'argine del torrente per quasi due chilometri per guadagnare il ponte ciclabile costruito a fianco del ponte della ferrovia Trento Malè. Si scende lungo l'argine opposto dell'Avisio lungo una strada aperta ai frontisti, e poco dopo si rientra nel biotopo su pista dedicata. Questo tratto è piuttosto tortuoso e presenta una pavimentazione più grezza rispetto all'asfaltatura classica. Superato il sottopasso autostradale si ritorna sull'argine sinistro dell'Adige e si prosegue su pista dedicata. Superata alcune aree di sosta si transita nei pressi della discarica Ischia-Podetti, posizionata dall'altra parte del fiume. Al km 172 si arriva alla periferia nord del centro di Trento, nei pressi del Doss Trento, su cui si staglia il mausoleo dedicato a Cesare Battisti. Un breve tratto di strada a traffico promiscuo porta a superare un incrocio presso il ponte di San Giorgio, e si prosegue sul lungadige Leopardi su pista ciclopedonale, separata dal traffico stradale. Al ponte di San Lorenzo troviamo la stazione di partenza della funivia che porta al paese di Sardagna. Si prosegue lungo l'argine alberato fra l'Adige e l'Adigetto fino al ponte di Ravina, dopo aver oltrepassato il sottopasso della tangenziale. Questo tratto, facente parte della ciclabilità urbana, risulta essere molto trafficato a tutte le ore, soprattutto da pedoni. All'incrocio con la Provinciale 90, presso lo stesso ponte di Ravina, si passa in destra Adige, facendo attenzione all'attraversamento della strada sulle strisce pedonali. Oltrepassato il fiume si imbocca sulla sinistra la pista ciclabile, che per poche centinaia di metri risulta essere a traffico promiscuo. Superato il campo nomadi si prosegue verso sud fino all'incrocio con la provinciale 131, nei pressi di Mattarello. Superato il ponte si passa in sinistra orografica incrociando la pista ciclabile di Trento sud che corre sull'argine sinistro fino allo suddetto incrocio. In effetti da Trento fino a Mattarello entrambe gli argini del fiume sono interessati dalla pista. Il tratto da Trento fino a Rovereto risulta essere uno dei più serviti in termini di infrastrutture, ed anche uno dei più trafficati. Fino a Besenello si continua in sinistra d’Adige, poi si oltrepassa un ponte e si prosegue in destra d’Adige fino a Nomi. Poche centinaia di metri dopo il ponte, in località Idrovora , si oltrepassa un nuovo ponticello e si incrocia un cartello che indica la presenza di un bar con servizi presso un laghetto, nelle vicinanze della pista. Per altro solo un chilometro più a sud si arriva alla struttura più indicata per una pista ciclabile, il Bicigrill. Tutto il tratto in questione attraversa distese di campi coltivati a vite, sotto i bastioni di Castel Beseno, la più grande fortificazione medioevale della regione. Oltrepassato il ponte sull'Adige sulla Provinciale 20, si imbocca la pista, ora in sinistra orografica, fino a S.Ilario, nella periferia di Rovereto. Il nodo di Rovereto si supera abbastanza agevolmente con alcuni sottopassaggi realizzati di recente e con tratti in fase di realizzazione per escludere il passaggio su brevi tratti che risultavano essere a traffico promiscuo. Esiste inoltre un collegamento con la rete urbana di Rovereto presso il ponte di ferro sul torrente Leno. Oltrepassata la zona a sud della città si transita presso l’imbocco della galleria Adige-Garda e, dopo la chiusa di Mori, si prosegue lungo il canale di derivazione della ex Alumetal. Oltrepassato un ponticello che porta sul lato destro del canale si arriva ad un area di sosta con pannello informativo completo di cartografia che segnala il bivio della ciclabile che porta a Riva del Garda. Il collegamento con Riva del GardaQuesto tratto supera l’abitato di Mori con alcuni sottopassi e si spinge verso il Lago di Garda lungo il sedime della ex ferrovia del lago di Loppio, attraversando un importante biotopo. Dopo un tratto rettilineo che costeggia la strada che porta a Torbole, la pista piega verso destra, lungo la ex ferrovia e, superato un breve tratto con pendenze piuttosto importanti, si giunge al Passo S.Giovanni. Dal passo S.Giovanni fino a Torbole il tracciato, sempre ben segnalato, deve compiere circa 200 metri di dislivello e quindi risulta inevitabilmente tortuoso e con pendenze che potrebbero risultare difficoltose per alcuni. Per altro il tracciato risulta essere stato sdoppiato per la salita e la discesa, in modo tale da evitare l'incrocio pericoloso fra chi sale e chi scende. La parte finale della pista, collegata con quella che risale la valle verso Arco, corre sulla riva del lago di Garda per concludersi nei pressi del porto turistico. La parte di pista che scende verso Torbole risulta essere particolarmente suggestiva,con una ampia vista del Lago di Garda. L’alternativa per il cicloturista a questo punto è proseguire sui battelli che collegano Riva con Peschiera dove troviamo la prosecuzione della pista. Il carico della bicicletta non presenta difficoltà. Proseguendo verso VeronaTornando sul percorso lungo la Valle dell’Adige, la pista prosegue sul canale di derivazione fino alla grande struttura industriale dismessa dell’Alumetal. Si attraversa il canale su un ponticello e, attraversato anche l'Adige, si riprende la pista ciclabile in sede propria posta in sinistra orografica. Si prosegue ora a tratti lungo l’autostrada del Brennero e la ferrovia, a tratti sull’argine e nelle campagne su ciclabile in sede propria e asfaltata e, superate tre aree di sosta si passa accanto all'abitato di Serravalle, dove si attraversa il ponte sull'Adige subito dopo un sottopasso autostradale. La pista riprende in sede propria subito dopo il ponte, presentando un tratto in parte realizzato a sbalzo sulle rive del fiume. La pista si inoltra nelle campagne coltivate a vite lasciando brevemente l'argine del fiume, per poi ridiscendere lungo il corso d'acqua fino a Pilcante di Ala. Qui la ciclabile si interrompe e il percorso prosegue per 2700 metri sulla provinciale in destra d’Adige fino ad un bivio nei pressi della chiusa Enel di Ala che ci riporta su un percorso in sede propria. Aggirato il casello autostradale di Avio, si raggiunge dopo un tratto di pista il borgo di Vò Destro. Sulla destra si nota il paese di Avio con la rocca del castello di Sabbionara, ai piedi della parete del Monte Baldo. Ancora 5 km di pista ciclabile in sede propria e, lambito un biotopo sulle rive del fiume si giunge al confine con la provincia di Verona presso Borghetto dove la pista si interrompe.
Proseguendo per poche decine di metri si giunge ad un incrocio nei pressi di un ponte, che mette in comunicazione la Statale 12 con la Provinciale 11 “Destra Adige”. Esistono dei cartelli indicatori della pista ciclabile per i ciclisti che provengono da sud sulla statale, ma per chi proviene da nord attualmente non si nota alcuna segnalazione. All'incrocio quindi si svolta a destra e, superato il ponte sulla A22 si arriva ad un incrocio che immette sulla Provinciale 11. Si svolta a sinistra sulla provinciale e dopo soli 80 metri si svolta a destra su una stradina in salita che sale sull'argine del canale Biffis. Superata la stanga che preclude il transito sulla strada di servizio del canale, si procede ora su fondo sterrato piuttosto compatto. Dopo 2 km si passa brevemente sulla destra del canale e la strada si inoltra in un boschetto, compiendo una ampia curva fino all'ingresso nel borgo di Belluno Veronese. Si attraversa il paese lungo la strada che interseca il centro dell'abitato e, appena fuori dalle case si riprende l'arginale sterrata del canale Biffis. Dopo soli 700 metri si incontra la prima delle gallerie del canale e si è costretti a scendere sulla sinistra sulla Provinciale 11 per 600 metri, per poi riguadagnare l'arginale Biffis, sulla destra. Altri 2 km sull'argine, sempre sterrato, e si scende nuovamente sulla provinciale per superare la seconda galleria. Dopo 1,5 km sulla SP11 si sale a destra, in salita, sul canale Biffis e si riprende in piano verso sud fino al borgo di Preabocco, dove il canale entra nuovamente in galleria. Si passa accanto alla chiesa romanica di S.Maria delle Grazie e, superato il piccolo paesino si riprende la provinciale che qui corre molto vicino all'Adige. La valle si fa piuttosto stretta ed attualmente non esiste spazio per una alternativa alla provinciale per il traffico ciclistico, stretti fra il fiume ed il Monte Baldo. Dopo 1,6 km, nei pressi di una costruzione e prima del sottopasso autostradale, si devia a destra per immettersi su un tracciato su sentiero, attualmente poco visibile e mal percorribile. Si procede su fondo erboso, se non addirittura su pietre fino a che il sentiero si fa più riconoscibile fra la boscaglia per sbucare all'uscita della galleria del Biffis. Dopo 500 metri si devia a sinistra e, superato un ponte autostradale si giunge ad un incrocio piuttosto pericoloso con la provinciale, nei pressi del borgo di Tessari. Si attraversa la Provinciale e ci si immette su di una stradina secondaria dal fondo stradale asfaltato, ma piuttosto sconnesso fino ad un casolare, dove la strada diventa sterrata e si inoltra nelle campagne. Superato un boschetto, dopo 1 km si risale sulla provinciale la si segue per circa 600 metri fino ad un sottopasso autostradale, dove si svolta a sinistra immettendosi su un percorso ippico gestito dalla Comunità montana del Monte Baldo. La strada, inizialmente pianeggiante, è a fondo sterrato e dopo poche centinaia di metri comincia ad inerpicarsi sui tornanti che portano a Rivoli Veronese. Sul sovrastante monte si staglia imponente la figura circolare del Forte Wohlgemuth, visibile da tutta la valle. Dopo circa un chilometro di salita, piuttosto impegnativa per un ciclista inesperto, si raggiunge l'abitato di Rivoli Veronese, dove la strada torna ad essere su fondo asfaltato. Salendo sulla Rocca di Rivoli si scorgono in basso le pareti rocciose che scendendo a strapiombo sull'Adige formano un profondo canyon; a nord si scorge, come da una veduta aerea, il piccolo paese di Ceraino e le distese di vigneti del fondovalle percorso dai meandri del fiume Adige. |